È mancato Luigi Chieco Bianchi
Si è spento improvvisamente il 23 giugno 2023 Luigi Chieco Bianchi, Professore Emerito di Oncologia dell’Università di Padova.
Luigi Chieco Bianchi, nato a Bari il 24 Aprile 1933, si laurea nel 1957 in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Bari con il massimo dei voti e la lode. Specialista in Anatomia Patologica e Libero Docente in Anatomia Patologica, Oncologia Sperimentale e Patologia Generale, si trasferisce come Assistente di ruolo già nel 1965 presso l’Istituto di Anatomia Patologica dell’Università di Padova. Dal 1966 al 1975 è Professore Incaricato di Oncologia Sperimentale presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo patavino. Dal 1978 al 2005 diviene Professore Ordinario di Oncologia, e dal 2006, una volta fuori ruolo, Professore Emerito.
Fonda e dirige l’Istituto di Oncologia dal 1986 al 1996, divenendo successivamente Direttore del Dipartimento di Scienze Oncologiche e Chirurgiche, carica che ricoprirà fino al 2001.
Fin dai primi anni dopo la laurea Luigi Chieco Bianchi comprende l’importanza del soggiorno presso laboratori esteri per la formazione di una mentalità medica moderna. In particolare, nel 1958-59 è presso la Fondazione Curie a Parigi e successivamente presso l’Istituto tedesco per il Cancro di Berlino e il Weizmann Institute di Rehovoth. Anche successivamente, nel 1968, 1973, 1980 e 1993 trascorre periodi di studio e ricerca presso prestigiosi Istituti europei e statunitensi.
E’ più volte Presidente della International Association for Comparative Research on Leukemia and Related Diseases (1971-73, 1989-91, 1999-2001). Presidente del Gruppo di Cooperazione in Immunologia dal 1983 al 1986 e della Società Italiana di Cancerologia dal 1986 al 1988. Partecipa fin dai primi momenti della sua costituzione alla crescita dell’Associazione Italiana per la ricerca sul cancro.
Luigi Chieco Bianchi è stato da sempre una figura preminente della Oncologia italiana, intuendo fin dall’inizio i profondi rapporti fra questa disciplina e l’Immunologia, e contribuendo in maniera determinante alla crescita delle due discipline, con grande passione e dedizione. I suoi studi e le sue scoperte lo hanno reso uno scienziato di fama internazionale e un’autorità di primo piano nel campo della virologia oncologica. La comparsa sullo scenario mondiale del virus dell’immunodeficienza acquisita (HIV) lo ha visto trasferire le sue profonde competenze virologiche all’infezione da parte di questo nuovo agente patogeno. Senza abbandonare gli studi sulla leucemogenesi virale nei modelli sperimentali, Luigi Chieco Bianchi ha prodotto determinanti contributi sulle alterazioni immunitarie dei malati di AIDS e sul ruolo svolto da HIV nella frequente comparsa di linfomi in questi pazienti. Le ricerche del gruppo da lui coordinato sono state finanziate dalle più importanti Agenzie nazionali (CNR, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro-AIRC, Istituto Superiore di Sanità, MIUR-MURST) e internazionali (Comunità europea, NIH).
Insignito del premio alla carriera dalla Accademia dei Lincei nel 1987, Luigi Chieco Bianchi ha formato e guidato più di una generazione di scienziati e docenti da vero e illuminato maestro prima di tutto con l’esempio, esempio di passione, di studio e di capacità di collaborazione, che ha portato avanti fino alla fine. I suoi insegnamenti sono destinati a rimanere nel tempo, ben oltre la sua presenza fisica, e la sua perdita lascia un vuoto non facilmente colmabile nella scienza medica italiana.
Paola Zanovello e Alberto Amadori







