Formatosi presso l’Università degli Studi di Padova, dove si è laureato in Medicina nel 1951, ha successivamente ricoperto ruoli accademici di primo piano:
- Fondazione a Trieste: Tra il 1965 e il 1968 è stato professore incaricato presso l’Università di Trieste, dove ha fondato il locale Istituto di Patologia Generale.
- Il polo di Verona: È stato a lungo Professore Ordinario di Patologia Generale presso l’Università degli Studi di Verona, ateneo di cui è stato anche Pro-Rettore e infine Professore Emerito.
La sua attività di ricerca, raccolta in oltre 150 pubblicazioni internazionali, ha segnato la storia della biochimica cellulare grazie a una pietra miliare:
- La base enzimatica del “respiratory burst”: Insieme ai suoi collaboratori, ha concepito il quadro definitivo dei meccanismi biochimici che attivano i leucociti durante la fagocitosi.
- L’intuizione su NADPH: Ha dimostrato per primo che l’ossidasi dei fagociti dipende dal coenzima NADPH (e non dal NADH). Questa scoperta fondamentale ha svelato come i globuli bianchi producano gli ossidanti necessari a distruggere gli agenti patogeni, chiarendo le basi di gravi carenze immunitarie genetiche.
Oltre allo straordinario spessore scientifico, è ricordato per la sua profonda sensibilità umana. È stato infatti co-fondatore e presidente dell’associazione di volontariato Amahoro Proafrica, dedicandosi attivamente a progetti di cooperazione sanitaria, formativa e solidale in Burundi.